VIA POMA 1990 PARTE SECONDA AIAG e dintorni. LE MURENE STANATE

N.B. Lw informazioni di cui alla presente relazione/articolo sono state a spezzoni in parte diffuse dal 2013 ed integralmente comunicate a terse persone di fiducia a partire dal luglio 2013



PARTE
SECONDA

AIAG
via Poma e molto altro, da fatti annotati 
nel febbraio-marzo del 1996 e dalla viva voce di SILVIA
CANALI conosciuta /fatta  conoscere nell’ottobre 1995.

 

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Una quota importante del tutto era stata pubblicata tra siti ed FB dal 2012 a partire dall’esposto memoria del 3 novembre 2012 .. e fu questo paragrafetto che cagionò l’ira demoniaca di Stefano Pesci e l’avvio, di corsa ed abborracciato,  in data 15 novembre 2012 (!!) dell’incredibile e disperato tentativo di distruzione fallito nei confronti del sottoscritto, mediante una istanza respinta di amministrazione di sostegno che compare come una tra le pagine buie della storia giudiziaria, coeva alla dispensa per “fantomatica” inettitudine, e  superata solo dal recente tentativo di far dichiarare incapace di intendere e volere e pericoloso, da sottoporre a misure di contenzione, Paolo Ferraro 
 



https://paoloferrarocdd.blogspot.com/2012/11/5-memoria-esposto-finale-del-3-novembre.html



paoloferrarocddgrandediscovery.blogspot.com/2012/11/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama.html

 
 
 

 





RIASSUNTO DELLA PARTE PRIMA: Intorno alla margheritina un caso PROVATO di grave depistaggio se non di calunnia fallita pluriaggravata e qui il rimprovero pubblico di chi vi scrive al criminologo psichiatra uomo e formatore dei servizi civili dott. Francesco Bruno

 
 

 

 
 

BREVESINTESI INTRODUTTIVA ALLA PARTE SECONDA. Dunque dal 1994 PaoloFerraro superata di slancio la crisi di coppiainnescata nel 1992 è da single ancora la persona più felicedel mondo, ma prima di arrivare, dormendo un poco da piedi (ma comefai ad immaginarti certe cose da “malati dimente”) sino alla trappola dellaCecchignola, dovrà affrontare un percorso.

Erastato avvertito da ultimo nel 1995 da MariaTeresa Covatta: ” Con la scusa che sei un bell’uomo e ti piacciono le donne .. finirai per farti mettere in mezzo“,posto sotto zuccherata pressione della magistrato Cecilia Demma,[fallita dichiaratamente nel suo micro ruolo, al fondo persona per bene troppo consapevole delle poliedriche doti di Paolo Ferraro e, non volutamente, innamorata, “non posso continuare … non ce la faccio a continuare” – n.d.r. Nell’attivitàa me affidatala frase da lei rivolto allusivamente sbottando, a Rosanna Ianniello), Infineero passato dal febbraio al maggio 1995 “sotto” l’avv. Laura Vasselli autrice a partire da 23 anni della scalata “piolo per piolo” nella Cassazione, il palazzaccio destabilizzato “nelle geometrie” dalla di lei intraprendente bellezza, lei monitorata da i finti compagni del ”manifesto dark” (AVV. SANDRO GALIENA) e pendant collegati nella MD nascosta (Agnello Rossi), e ovviamente dall’ineffabile FRANCESCO BRUNO.
Fatti analiticamente riferiti e ricostruiti in “https://paoloferraro.blogspot.com/2015/07/il-truman-show-che-inchioda-tutti-meno.html“. Era venuto il turno (dovendosi sostituire la Vasselli) della allora un po’ avvenente ragazzona romana appena divenuta, Vice Procuratore Onorario, dott.ssa SILVIA CANALI praticante procuratore legale. Da qui inizia questa SECONDA PARTE e la, fedele al millimetro, narrazione, che verrà incentrata su AIAG via POMA liceo Socrate e via di villa Pamphili (Monteverde) nell’arco di tempo di riferimento che si dipana dal 1983 al 1992, sempre dai racconti diretti a me fatti nel febbraio marzo 1996. LA PRIMA DELLE SORELLE CANALI VALLINI. SILVIA CANALI prima delle tre sorelle CANALI (madre Vallini Fiorella, nipote del cardinal VALLINI, già funzionaria e poi membro del collegio sindacale di una nota multinazionale del tabacco americana, commercialista nel e poi titolare sino al 1991 del prestigioso studio in quel di Corso Trieste, e poi commercialista del ricco imprenditore “Giggi” con villa prestigiosa sull’Aventino, limitrofa ad importante sede nazionale dell’Ordine Militare dei Cavalieri di Malta) nata in un epicentro ebraico masso-cattolico, e comunista del “generone commerciale” – definizione datami da una vera comunista della generazione comunista italiana pulita che parecchio sapeva – fu fatta conoscere a Paolo Ferraro in quanto VPO da addestrare e formare per un mese nell’ottobre 1995, affiancandola nelle udienze penali.
Ero single e mi ero tolto dall’impaccio gravissimo della Vasselli, i cui sfrontati racconti erano già allora una narrazione di strategie di scalata senza indicazione dei nomi dei programmatori, tranne incontri per riferire a Sandro Galiena e la allusione ad uno psichiatra
medico che aveva lo studio vicino la mia abitazione, poi individuato nel noto
FRANCESCO
BRUNO (
e nello studio troverò cercandole appositamente nel gennaio 2011 tracce documentali della “collaborazione” Bruno-Vasselli).
SILVIA CANALI iniziò attivamente nella seconda metà del novembre 1995 a relazionarsi con me, già  esauritosi il rapporto con l’ex marito Giovanni Orfei, e da tempo terminato l’artefatto caso del padre Orfei, geopolitico consulente di DE MITA, incastrato in una inventata “intelligenza con lo straniero” poi trattata, dal rimpianto Procuratore di Roma Michele Coiro equilibratamente, come una costruita trappola anti governativa da archiviare,
La scoperta dell’uomo Paolo Ferraro iniziò a distrarre la Canali (a volte si tratta solo di agenti/fattori passivi immessi, come da nozione di intelligence nota, nei debiti ambienti) ed ella cominciò ad aprirsi fornendo racconti che, allora sottovalutati, oggi sono di cruciale importanza. Fortunata fu la circostanza per la quale ingessato per una distorsione al ginocchio destro presa in una partita di calcetto padri-figli, rimasi da solo tutto il giorno per
venti giorni nella abitazione di lei in Roma, via Costantino. Era  giugno credo, 1996.


1. Il primo racconto del dicembre 1995, in attesa della seconda proiezione di film fuori dal noto cinema in Campo dei Fiori, poi ripreso in seguito, inquadrava le non consuete esperienze liceali della Canali, nel liceo SOCRATE nella Garbatella. Testualmente mi parlò di qualche professore in particolare di storia e filosofia, totalmente incompetenti definiti sprezzantemente “sessantottini, quelli del 6 garantito” ma parlò di giri ed attività con le studentesse esplosi in uno scandalo interno al liceo, una formale importante inchiesta interna, poi confluita negli archivi della scuola, che aveva coinvolto alcune ragazze. E ricordo che si descrisse come la autrice della ribellione contro ciò che accadeva sotterraneamente: esito della inchiesta?! il suo trasferimento in altra classe del liceo (?!).
n.d.r In quel liceo c’era anche il futuro magistrato
Albamonte Eugenio, in una classe prima, che vinto il concorso fu mio uditore nel periodo immediatamente precedente l’arrivo di Silvia Canali come VPO onorario nominato dal CSM.


2. IL secondo racconto “intimo” ma oggi troppo importante, effettuato nel febbraio 1996 concerneva un insieme di frequentazioni in corrispondenza del primo e secondo anno di università, ed aveva come protagonista iniziale uno stuart dal nome Angelo e la sua comitiva con “sede” anche in abitazione a Monteverde via di villa Pamphili.
Del racconto che lascio immaginare, facevano parte integrante non solo le”convocazioni” dal gruppo in Roma, ma gite in moto con permanenza in ville della Toscana. Ed una vacanza in Inghilterra per liberarsi dalle sue dipendenze
“varie” (disse). La mia permanenza forzata, ingessato, nella casa, nel successivo giugno 1996, mi consentì di vedere e memorizzare da numerose foto il contesto, e alcune cartoline tra cui una inviata da San Paolo in Brasile, mi
consentirono di apprendere nomi e cognomi tra cui quello del’ANGELO dal cognome di noto attore anche teatrale e romanesco s.e.o.o. . L’Angelo, inizialmente posto al centro di racconti un pò preoccupanti aveva abitazione in viale Marconi vicino alla allora abitazione della famiglia Canali Vallini, ma da elenco telefonico dell’epoca il telefono fisso lo aveva ancora lì, nel 1996. Quando terminò il duro raconto la CANALI, tremendamente prostrata dallo sforzo di aprirsi ebbe un gravissimo mal di testa che la portò, da me accompagnata, al Pronto Soccorso del CTO della Garbatella, ove le fecero una iniezione di BUSCOPAN e le proposero un ricovero per accertamenti, da lei rifiutato. Le espressi dopo le mie perplessità sulla delicatezza e impatto delle sue “esperienze” riservandomi di vagliare la continuazione del nostro rapporto, Lei alquanto disperata mi rassicurò che si era trattato di una parentesi e per tempo non lunghissimo (ma non mi sembrò convincente). D’altronde però risultava essersi laureata, ma passando a ROMA TRE, sposata in Chiesacon Giovani Orfei e altre considerazioni mi indussero ad attendere e verificare.


3. Poco prima del racconto sopra, la Canali mi aveva confidato di ”essere” (stata diagnosticata come) esibizionista con forti attitudini manipolatorie, più altre attitudini di rilievo psichiatrico, e di avere avuto “crisi di panico” (neanche sapevo oltre il suono formale della parola di cosa si trattasse), A me sano come un pesce le frasi suonarono più che altro come una autocritica sui suoi meri difetti. Difetti che aveva poi dato prova di aver/voler superato/superare aprendosi, anche tanto a compensare il suo remoto (diceva) passato. Una battuta volante della Vallini madre, donna di intelletto più strutturato, spesso impietosa nei giudizi, mi doveva mettere in guardia ”tanto intelligente, tanto capace di presentarsi e raccontare a me sembra una portiera chiacchierona che si inventa una marea di frottole”.


4. Il quarto racconto  nacque dalla circostanza che avevo trovato/notato in particolare un cofanetto con vari gioielli, orologetti e collane prevalentemente in oro e di apparente valore, una buona parte ancora intonsi e in confezioni scatolette rispettive, sul ripiano dell’armadio esistente nella camera da letto. (vi era un secondo scatolotto, invece pieno di bigiotteria e gioiellini sparsi ed in uso corrente). Una volta che lei aprì l’armadio, me presente, allusi al cofanetto che si intravedeva neanche da Lei ben nascosto, e lei raccontò. I gioielli le erano stati consegnati per conservarli da una sua amica del liceo, coinvolta quantomeno nelle vicende dell’epoca pensai dubbioso, e mi parlò (visibilmente terrorizzata) di un “incidente” gravissimo (voluto, si capiva benissimo dal suo atteggiamento di terrore
“partecipato”). Una auto aveva investita la ragazza in motorino frontalmente, letteralmente schiacciatasi sul parabrezza, e le aveva quasi disintegrato la struttura facciale, lasciandola in
gravissime condizioni. Ovviamente non so se il racconto fosse esatto ed esattamente datato, ma molti anni dopo nel 2014 ho ritrovato gli elenchi della classe del liceo Socrate, incrociato i nomi e cognomi con profili in FB, e ritrovata la ragazza con viso palesemente schiacciato e ricostruito, laureatasi alla università LUISS. Le mie 
operazioni di ricerca effettuate insieme alla consueta partecipe e testimone diretta. Il racconto sui gioielli non quadra(va) affatto a partir dalla tempistica (chi è colei che lascia per dodici anni in custodia a compagna di scuola non più frequentata, un cofanetto di gioielli preziosi ?!) Dopo la spiegazione il cofanetto fu portato dalla Canali ad una sua altra amica.
I particolari sul suo ulteriore nascondimento (da me sbirciati) restano riservati. Sebbene ritengo che un rinvenimento ipotetico sia stato compromesso alla luce di una “iniziativa del luglio 2013”.


5. In diverso racconto la Canali mi citò i suoi attacchi di panico datandone uno grosso modo all’autunno/fine estate  dell’anno 1990 o forse 1991 e localizzandolo in quel di PERUGIA dove si trovava a camminare, con l’allora fidanzato Giovani Orfei venuto, ma non presente al momento.


6. Altri racconti o fatti direttamente percepiti attengono all’AIAG ed all’ENTE NAZIONALE PER IL TURISMO. Sia Silvia Canali che la sorella erano state vicine all’AIAG, e se non erro la Canali citò ostello della gioventù in Germania. La sorella la vidi poi nel maggio 1996 presso la sede che curava la GUIDA TOURING ITALIANA vicino p..zza Bologna, dove avevo accompagnato Silvia Canali. Ma all’epoca le sorelle Canali curavano anche la gestione di un negozio terminale della industria tipografica del padre, ubicato in via Alessandria lato Porta Pia. Laura Canali curava inizialmente infine, poi divenendo cartografa ufficiale, le
mappe geografiche per la rivista LIMES di
LUCIO CARACCIOLO. Nella medesima rivista lavorava sino al 1995 anche il giovane marito della Canali Silvia, portato da lei nell’alveo di LIMES,
Giovani Orfei, poi separatosi da rivista per dissenso politico e dalla famiglia/moglie Canali. Laura Canali è divenuta compagna e moglie di LUCIO CARACCIOLO, negli anni duemila, SILVIA CANALI cognata.



7. Un giorno, credo dei primi di marzo 1996, pochi giorni dopo le sue “rivelazioni” sul gruppo in via Pamphili nel 1985 1986, accompagnai richiesto, con l’auto, Silvia Canali presso la sede degli ufficiali giudiziari in Roma, ove doveva portare degli atti da notificare dello studio in cui faceva pratica in via Angelo Emo, (la via me la ricordo per aver atteso la Canali sotto studio e aver partecipato ad una festa di addio quando lasciò lo studio). Parcheggiai la macchina a spina verso il finire della stradina, da me mai vista prima, sulla destra in posizione regolare. Dopo il discreto lasso di tempo necessario per il disbrigo della consegna degli atti da notificare, la Canali ritornò e sedutasi nell’auto, con uno sguardo cupo e terrorizzato volto verso il basso disse testualmente “ io so chi ha ucciso Simonetta Cesaroni”. Presi la frase come una boutade ed una millanteria strana.
Era una VPO con trascorsi, ma una persona a suo modo piacevole e loquace, un po’ ciarliera. Difatti non proseguiva mai discorsi e frasi lanciate a metà.


8. Un giorno del maggio 1996 andammo io e Silvia Canali, previo appuntamento telefonico, a fare la sosta pranzo, al baretto posto in  P.le Clodio subito oltre viale Mazzini, all’angolo. Lì si piazzava al centro del tavolinetto, da solo e guardando in direzione nostra che ci avvicinavamo, Giuseppe Cascini. Io mi volli sedere con lui allo stesso tavolino e parlammo del più e del meno. Notai uno sguardo intimidito della Canali (donna con personalità affatto
timida e atteggiamento di norma quasi sfrontato) ed una indifferenza ostentata nei di lei confronti. Allontanandoci, la Canali sbottò parlando tra sé e sé con la testa inchinata verso il basso “ che figlio di… “ frase palesemente riferita a Cascini.



9. Silvia Canali poco prima che mi fosse inviata in udienza per il tirocinio breve la avevo vista una sola volta, in fine estate 1995, sul portapacchi seduto dietro al  motorino da lei condotto PAOLO AURIEMMA, altro magistrato di Monteverde. Erano usciti dal cancello che dà verso piazzale Clodio. Io tornavo a piedi dalla pausa pranzo.


10. Una menzione  merita infine una sequenza realizzatasi nel luglio 2013 a brevissima distanza.  I primi del Luglio 2013 eravamo tornati a Roma dalla vacanza in Puglia per partecipare ad una udienza civile. Vedemmo io e Patrizia la Canali fortemente scossa e preoccupata in maniera anomala. Come eravamo venuti, per partecipare ad una udienza civile, ce ne tornammo al mare in Puglia. Il 13 luglio alle 5 e 50 di mattina veniva dato fuoco a partire da una classe al primo piano, al liceo Socrate (quello al punto 1 sopra), danni ingenti che hanno coinvolto otto aule rese inagibili e svariato materiale didattico anche costoso. Un gesto gravissimo, “un episodio vergognoso e intollerabile”  vandalico e risultato compiuto da quattro ragazzi, due maggiorenni e due minorenni, e due bocciati per la seconda volta, tutti confessi presentatisi alla Questura di Roma solo tre giorni dopo. Le versioni di stampa sul gesto omofobo e razzista caddero in fumo, così’ come la matrice politica di destra. Ma sul caso obiettivamente anomalo, gravissimo e inaspettato erano intervenuti tutti, credo, compreso Napolitano. Era ora secondo la nuova versione di stampa e “confessata” una ragazzata gravissima concertata, per “vendetta da bocciatura”, di notte al mare ad Ostia e realizzata tornando di notte fonda a Roma. A difendere due dei ragazzi l’avv Luca Petrucci, quello coinvolto nel CASO PAOLO FERRARO.  Non sappiamo cosa sia successo agli archivi del Socrate.
 
Gli elementi di quadro enucleati, tutti veri al millimetro hanno preso una loro consistenza alla luce degli avvenimenti dal 2006 in poi , e delle prove emerse su vari piani dirette ed indirette, oggi tutte di conoscenza pubblica.


Se, come è stato provato, e descritto analiticamente in otto anni digrandediscovery
A) alla Canali è attribuibile la gestione materiale organizzativa del sequestro di persona ordito il 23 maggio 2009, e ordinato da Luigi Cancrini come da diario di Gino Ferraro e sentito da me stesso ordinare da Stefano Pesci al telefono, in necessario accordo con Giovani Ferrara e Agnello Rossi;
B) tutto quanto scoperto ed il rilievo enorme relativo erano veri e tutto risulta dimostrato con prove dirette insormontabili, e di pubblico dominio. Di qui a ritenere che chi intervenne distruttivamente fosse “anche” partecipe e consapevole a monte non vi era, già prima di altre conferme,  vallo logico apprezzabile, con ragionevole certezza;


C) nelle vicende persecutorie molteplici ed iniziative giuridiche su vari piani la Canali, come è vero ed evidente oltre ogni ragionevole dubbio, ha avuto un ruolo più che centrale;


D) tutto il complesso delle vicende inaugurate dal 2008 risulta caratterizzato “anche” da
interventi e mediante situazioni di rilevante rilievo segreto e militare;


E) tutto il quadro vero porta a risalire a STEP precedenti, forniti di prova testimoniale vera e comunque riscontrabile;


F) l’azione collimata ed attiva della CANALI e di STEFANO PESCI, fu caratterizzata nel 2009 dal loro buttare la maschera e da una durezza distruttiva senza paragoni, manipolatoria a livelli tali da esser stata pensata per essere irraccontabile, (quindi il livello di organizzatori e gestori è ben alto) ma proprio questa caratteristica abbiamo superato, rendendo prove uniche al mondo e dirette adeguatamente trattate e contestualizzate;
allora il necessario retrocedere nel tempo e nei ricordi veri e genuini non è che che la necessaria conseguenza dell’accaduto provato con prove dirette , dal 2006 in poi.
 
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L’agguato disciplinare insulso ed artificialmente architettato del 1994.
Persino l’agguato disciplinare insulso ed artificialmente architettato del 1994, quando la redistribuzione di 1.300 fascicoli già tutti inizialmente trattati dal PM Paolo Ferraro, a fronte del caricamento di tremila e seicento procedimenti per la realizzazione portata a termine del progetto ATZ di integrale automazione del lavoro della procura circondariale per fascia di c.a diecimila fattispecie a tipologia classificata, fa parte delle stesse “iniziative e quadro”. (Allora il pm Giuseppe Amato, lo vidi concordare ed ammiccare con Giuseppe Cascini )  archiviò 40 dei 60 PP a lui redistribuiti, con la inconsistente motivazione che erano stati superati i termini di sei mesi per le indagini ottenendo ovvi rigetti della richiesta ma facendo ricorso in Cassazione poi contro i rigetti: ottenne così, isolato accoglimento in un processo in Cassazione in cui era sostituto procuratore generale GERACI, che ne richiese un procedimento disciplinare a Paolo Ferraro. L’insensato procedimento disciplinare si chiuse con una sentenza del CSM di elogio incondizionato del PM Paolo Ferraro. Il programma ATZ venne studiato dal CNR come esperienza di automazione mediante intelligenza artificiale. Non ci provarono mai più ad entrare di traverso nel merito del lavoro dello scrivente. E pensare che sulle scrivanie dei PM circondariali, massacrati di lavoro pendevano da 2000 a sinanche settemila procedimenti pro capite incolpevolmente inevasi.
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E qui vi reinvito prima a rileggere una altra volta LA PARTE PRIMA di questa accurata analisi e narrazione, e poi, dopo aver ripassato questa seconda parte, a compulsare gli unici articoli od  interviste serie sul CASO di via Poma: quelli del criminologo Carmelo Lavorino. Un lavoro fondato su ben altro fronte, su evidenze scientifiche e prove obiettive. Manca(va) solo un quadro storico indiziario di riferimento a persone certe ….
 
 
 

 

 
 

Dunque c’è qualcuno a caccia di una donna con l’ombrellino rosa e di un mancino di sangue tipo A (magari ambi mancino ?!) uomo violento impegnato in una attività omicidaria rimasta impunita .. dopo ventotto anni di procedimenti e processi depistanti ..

 
Io non caccio, pesco e pescando polpi aspetto anche che escano dalle tane … e se sono stati così folli da far perseguitare un pescatore di polpi per ventotto anni non ho bisogno neanche di acchiapparli .. ormai stanno lì .. non tutti .. ma alcuni 
 

TUTTO QUEL CHE SERVE IN QUATTRO MINUTI 

 

solo che non sono polpi .. sono   murene pericolosissime … 

§§§§§§§§§§§§§§ THE END §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 
Dunque tutto nasce dal 1990 e la minaccia “sei INGOMBRANTE” con sorriso malevolo del settembre 1991 era rivolta a capire se sapessi .. non avevo capito una cicca e non ero tanto ingombrante come uomo, cittadino, magistrato, intellettuale ma come TESTIMONE . Ora si sa e si sa che non agire investigare ed approfondire protegge una delimitata BANDA DI ASSASSINI, ben distinguibile dall’idiota concetto astratto ed inutilmente insulso di poteri forti  ….. 
Ripercorrere quindi la grandediscovery da zero a 1, 2 e 3 con i suoi impianti di prove dirette è più che mai  semplicissimo …. E ripercorrere i passaggi e debite prove (1992, 1994, 1996, 2006, 2008, 2012, 2015, 2016, 2019) serve solo a svelare/svelarvi  analiticamente intrecci, coperture,  condivisioni, tattiche e strategie della BANDA.. e altissime coperture.
 
 
 
 
Cartella con video selezionati siti OFF LINE e DVD  su MEDIAFIRE





DALLA GRANDEDISCOVERY 1 2 e 3 alla GRANDEDISCOVERY 0 

e DALLA GRANDEDISCOVERY 0 ALLA GRANDEDISCOVERY 1 2 e 3. 

Trenta anni di attività segrete e coperte illegali ad opera di una cordata eversiva che appartiene ad un DEEP STATE da ripudiare ed un epicentro, Roma, ed il magistrato Paolo Ferraro.ORA NON POSSONO NON INTERVENIRE LE ISTITUZIONI E LE MAGISTRATURE, TUTTI VOI.
LA GRANDEDISCOVERY 0. VIA POMA PARTE SECONDA AIAG via Poma e molto altro, da fatti annotati nel febbraio e marzo 1996 e dalla viva voce di SILVIA CANALI conosciuta /fatta conoscere nell’ottobre 1995. & PARTE PRIMA TELNET o VIDEOTEL E LA MARGHERITINA SEDUTA.            https://www.grandediscovery.it/via-poma-parte-prima-e-parte-seconda/                                                                     
LA GRANDEDISCOVERY 1. La operazione militare PAOLO FERRARO e gli intrecci tra aree deviate ed eversive militari, incistate in una quota ristretta della magistratura ed il supporto e copertura di settori in particolare collegati alla psichiatria civile e militare di apparati che appartegono al DEEP STATE da ripudiare.                                                        https://www.grandediscovery.it/la-grandediscovery1/
LA GRANDEDISCOVERY 2. Trance formation of Italy. Le sperimentazioni ZAO nelle imprese farmaceutico chimiche del settore oncologico e neurologico del basso Lazio e le sperimentazioni nel reparto speciale del sabato sul trattamento monarch mediante sostanze chimiche.                https://www.grandediscovery.it/la-grandediscovery2-slave-chimiche-e-trattamento-monarch/
 
LA GRANDEDISCOVERY 3. L’INQUINAMENTO DELLA POLITICA E DELLA SOCIETA’ ANCHE CON METODOLOGIE CERTAMENTE MILITARI E’ ORMAI UN DATO REALE                                          https://www.grandediscovery.it/linquinamento-della-politica-e-della-societa-anche-con-metodologie-certamente-militari-e-ormai-un-dato-reale-e-concreto/

 

 
 
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E ora che siete ripartiti e giunti a conclusione sul 1990 non  sarà anche il caso di rileggere attentamente, bene e ripetutamente, con la debita attenzione che meritava,    il documentato articolo

LA SVASTICA SU MELANIA ed il germoglio

 
 
 

 

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