IL CDD SUL #NO NEL REFERENDUM “CONTRO” LA COSTITUZIONE . RIAPPROPRIAMOCI DELLA DEMOCRAZIA.

CDD COMITATO DIFENDIAMO LA DEMOCRAZIA 





IL 4 dicembre SIAMO CHIAMATI A VOTARE SU UNA NUOVA COSTITUZIONE AFFATTO DIVERSA .. con 47 articoli nuovi .. mentre la Costituzione prevede “revisioni” parziali .. 

Un Governo proponente ed una sola forza politica si sono quindi eretti a COSTITUENTI e questo è la più grave violazione dello stesso spirito  costituzionale: UNA “TENTATA” (PSEUDO)COSTITUENTE “POLITICA” E PARTITICA e DI MINORANZA che ha posto sinanche il  sigillo politico di parte,  mettendo in correlazione il voto nel referendum con la sopravvivenza  politica del Governo stesso (una gaffe storica e costituzionale che svela più di ogni altra considerazione). 
Quindi una componente politica con  una “maggioranza” del 15 per cento di tutti gli elettori  o 30 per cento degli elettori, artificialmente gonfiata da un premio al  partito nella legge elettorale “Porcellum”  già dichiarata incostituzionale, ha  violato i limiti richiamati nella sentenza della Corte Costituzionale n.1 del 2014 ed aggirato i limiti intrinseci del principio di continuità dello Stato indicati dalla stessa Corte,  così ponendo  in essere in forma di blitz un tentativo  di destrutturazione dell’assetto ed equilibrio costituzionale dell’Italia.
Matrici e origini che vengono da lontano anche devono essere spiegate, a tutti. 
Vengono stravolti  pluralismo e diritto al voto, assetto parlamentare e della funzione legislativa,  basamento del principio delle autonomie locali,  contrappeso tra organi costituzionali che si vorrebbe  tutti allineati e  controllati,  tramite gli effetti indirettamente derivati dagli esiti politico elettorali della  predisposta legge elettorale c.d. ITALICUM,   a sua volta illegittima costituzionalmente e varata dalla solita maggioranza artificiale  per la sola camera dei deputati,  come  “già funzionale” alla futura revisione costituzionale,  in prospettiva.
Un PERCORSO PARLAMENTARE fatto di salti, “canguri” strozzature e forme di Aventino (opposizione uscita dall’aula) vorrebbe far nascere una  Costituzione della discordia, che già ora ha diviso trasversalmente il paese, in maggioranza contrario.
Di fronte ad una  revisione costruita  su un colpo di mano e ad un referendum su 44 articoli ed oltre settemila parole nuove introdotte con pessima tecnica legislativa, ed alla violazione dello stesso meccanismo  referendario perché impossibile VOTARE su un macro miscuglio inscindibile, anche il referendum viene poi  ridotto strutturalmente ad un plebiscito. 

UNA COSTITUZIONE DELLA DISCORDIA E DELLA FRATTURA POLITICA STORICA, ISTITUZIONALE E COSTITUZIONALE  è un fatto di gravità inaudito.  Ma alcuni prevedevano questa deriva e la hanno vista da lontano.
L’assetto istituzionale del nostro paese nei suoi principi fondanti NON E’ A DISPOSIZIONE DELLE MAGGIORANZE artificiali perdipiù. 

La costituzione italiana, fondata sul principio coerente con il pluralismo della rappresentanza parlamentare di tutti gli interessi  del paese,  sulla diversificazione dei contrappesi e degli organi costituzionali   e loro equilibrio     e sulle autonomie locali ne verrebbe  ribaltata o ridotta al lumicino.  

LA FALSA CONTRAPPOSIZIONE TRA UN PRIMA “sotto la vecchia Costituzione“ cui vengono attribuiti i mali di un processo e deriva venticinquennale, invece costruita anche per abbatterla,  ED UN DOPO  sotto una nuova Costituzione “efficiente” è frutto di un irridente GIOCO MANIPOLATIVO. 
Ci si appresta poi a fare altri passi,  dopo aver aggirato la natura rigida e conseguente della nostra carta fondamentale, sfruttando il  previsto risultato controllo contemporaneo di tutti gli organi costituzionali, tramite la nomina degli uomini attraverso una camera “maggioritaria” ed un senato di indicati di “secondo livello” senza il voto diretto dei cittadini. 
VOTARE NO in tanti, tantissimi per  salvare la Costituzione, il paese e la reale democrazia,  è la unica possibile risposta e costituisce  il fermo ormai divenuto irrinunciabile a questa  deriva partita da molto lontano.

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